| [...]Il parroco Donato Nicolaci racconta del terribile ciclone
“L’anno 1909, il giorno 28 agosto, verso le ore 1.30 del meriggio uno spaventoso ciclone minacciava questo paesello di San Donato. Svegliato di soprassalto da grida disperate, uscii e vidi tutto il popolo in preda a micidiale spavento. Chi gridava con le mani fra i capelli, chi inginocchiato sulla soglia di casa: quasi tutti però si erano raccolti sullo spiazzale della chiesa, dopo aver forzato la porta maggiore ed, entrati nel tempio, tolto dallo stipo il protettore e portatolo all’aperto. Chi può descrivere i pianti, gli urli, invocanti pietà, di quell’agglomerato? Chi con le braccia tese verso il ciclone, chi verso il Santo, non finivano di uscire nei più compassionevoli accenti. Il ciclone, giunto alle porte del paese deviò, dirigendosi verso la campagna, ove sradicò alberi senza però ledere un solo individuo. I cittadini confortati mutarono il pianto di dolore in pianto d’allegrezza e unanimamente decisero che ogni anno avrebbero tenuta festa il giorno 28 agosto. Per questo beneficio di San Donato l’anno di poi (1910) si potè raccogliere una forte somma dalla rocura e fare tre feste indimenticabili, il 6 e il 7, il 14 e il 28 agosto. Lode al nostro Santo. Firmato parroco Donato Nicolaci.”
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Bibliografia: DE BLASI G, San Donato – vicende storiche del Salento, Ed. del Grifo, Lecce, 1994 |